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 NUOVO METODO BILLINGS

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MessaggioTitolo: NUOVO METODO BILLINGS   Dom Feb 28, 2010 11:31 pm

HO TROVATO QUESTO METODO IN RETE PER CHI INTERESSA!

Il metodo Billings è un metodo naturale di regolazione delle nascite e non solo,anche epr imparare a conoscere il proprio corpo ed i propri periodi fertili


Il ciclo mestruale
inizia il primo giorno della mestruazione e termina il
giorno precedente la mestruazione successiva.
La fertilità della donna dipende dalla ovulazione (cioé
dalla fuoriuscita di una o più uova mature dall'ovaio) e
dura fino alla morte dell'uovo o delle uova. L'ovulazione

avviene in un giorno particolare in ogni ciclo,
generalmente 10-16 giorni prima della mestruazione
seguente. E' l'evento ovulatorio a determinare la
lunghezza del ciclo. Infatti, mentre la fase
post-ovulatoria è pressoché costante, la fase
pre-ovulatoria sarà più o meno lunga a seconda che
l'ovulazione sia anticipata o posticipata. Durante lo
stesso ciclo possono venire rilasciate più uova, ma ciò
avviene nello spazio di poche ore. Occasionalmente anche
una donna sana può avere un ciclo anovulatorio.


La fertilità di una coppia dipende da:
a) la presenza di una particolare secrezione mucosa
b) il tempo di sopravvivenza degli spermatozoi
c) l'ovulazione e il tempo di sopravvivenza dell'uovo.

Esistono appunto varie fasi del ciclo e quindi del muco
per ogni fase lo stesso muco si differenzia

possiamo così divideri tali periodi

1)Quadro Non Fertile Di Base:ovvero periodo di asciutto.In cicli di durata media, dopo la mestruazione la donna
generalmente avverte per alcuni giorni una sensazione di
asciutto nell'area genitale esterna, all'ingresso della
vagina. Questi giorni asciutti tra la fine della
mestruazione e l'inizio del muco cervicale costituiscono
il QNFDB di asciutto della donna, e indicano il tempo di
infertilità pre-ovulatoria. Non essendo ancora presente
in vagina il muco cervicale, gli spermatozoi che vi
arrivano con il rapporto genitale non possono
sopravvivere che per brevissimo tempo.
Quadro Non Fertile Di Base (QNFDB) con perdita continua
che non si modifica per vari giorni di seguito.Alcune donne, soprattutto in cicli lunghi, al cessare del
flusso mestruale non presentano giorni asciutti ma umidi
con tipo di secrezione vaginale che non si modifica per
vari giorni di seguito; esso costituisce il QNFDB di
perdita continua.Lo stesso vale in situazioni in cui l'ovulazione può
essere posticipata per lungo tempo, come durante
l'allattamento al seno, nella premenopausa, dopo la
sospensione di contraccettivi ormonali.

2)INIZIO DI POTENZIALE FERTILITA'.
La fase di potenziale fertilità ha inizio con la prima
modificazione del QNFDB.
La donna che presenta un QNFDB asciutto incomincia ad
avvertire una sensazione di umido o appiccicoso e/o a
notare la comparsa di muco opaco e colloso, talora di un
tappo mucoso. La donna con un QNFDB di perdita continua
che non cambia per vari giorni di seguito, osserva invece
una modificazione anche minima nella sensazione e nella
quantità e/o nella qualità della sua secrezione di
base.
Nel caso di cicli brevi il QNFDB può mancare del tutto e
il muco fertile pre-ovulatorio può avere inizio prima
che la mestruazione finisca, specialmente se il flusso
mestruale è prolungato. Questa presenza del muco indica
che la fase di potenziale fertilità è già iniziata.

3)CAMBIAMENTO DEL MUCO - FERTILITA'
CRESCENTE. In breve tempo il muco cambia aspetto
e consistenza. Esso è accompagnato da particolari
sensazioni e può assumere una o più delle
caratteristiche seguenti:

Sensazione Aspetto
bagnato fluido
scivoloso trasparente
lubriuficato elastico

in genere dapprima si avrà un muco cremoso o pastoso,che poi all'osservazione cambia e
diventa acquoso e più o meno elastico,ovvero caratterizzato da elasticità(nel distenderlo tra le dita infatti creerà filamenti anche piuttosto lunghi che non si spezzano,lo stesso dicasi per l'ultimo tipo di muco,il più fertile,quello così detto a chiara d'uovo proprio per colore ed aspetto

consiglio sempre di prendere un uovo ed osservarne la chiara
il colore è similissimo,mentre la cosistenza differisce di poco ed appunto non scivola ma fila tra le dita

altra caratteristica importantissima è la sensazione a livello vaginale di bagnato prima e di scivoloso poi

fondamentale è osservare i residui di muco su carta igienica e mutandine(no ai salvaslip che assorbono!)e mai ricercare lo stesso internamente!

4)il. "PICCO" - PUNTA MASSIMA DELLA
FERTILITA'. L'ultimo giorno in cui la donna
avverte la presenza di muco, con tutte o alcune delle
caratteristiche sopra descritte e/o la corrispondente
sensazione, è il giorno di fertilità massima o
"Picco".
Esso non coincide necessariamente con il giorno di
massima quantità del muco, che può precedere il Picco
anche di 48 ore. Il Picco viene identificato sempre a
posteriori, cioè soltanto il giorno dopo, quando il muco
ha assunto bruscamente caratteristiche non fertili o è
scomparso del tutto insieme alla tipica sensazione di
lubrificazione che lo accompagnava. Fino a che la
sensazione di lubrificazione persiste, anche se il muco
è diminuito di quantità al punto d'essere appena
visibile, è segno che il Picco non è stato ancora
oltrepassato.


5) OVULAZIONE E CAMBIAMENTO DEL MUCO DOPO IL
PICCO. In genere, l'ovulazione segue il Picco.
Subito dopo il Picco, il muco cambia e ridiventa opaco e
appiccicoso, o scompare del tutto.

16)FINE DELLA FASE POTENZIALMENTE FERTILE.
In ogni ciclo fertile il tempo in cui può avvenire un
concepimento finisce il quarto giorno dopo il Picco.

Durante i primi cicli di registrazione, è
indispensabile per l'apprendimento corretto del Metodo la
supervisione di una insegnante esperta regolarmente
diplomata ed abilitata all’insegnamento dal Centro
di Riferimento. Sul retro delle cartelle
appositamente realizzate per la registrazione personale
dei sintomi, si trova una lista di istruzioni, utili come
pro-memoria, per l'applicazione del Metodo.
La donna è in grado, mediante l'osservazione
dell'andamento del sintomo del muco e la sua
registrazione accurata, di riconoscere di giorno in
giorno in quale fase del ciclo essa si trovi.

15. REGISTRARE OGNI SERA. Le
registrazioni vanno effettuate ogni sera prima di
coricarsi, applicando sulla cartella personale bollini
colorati, e descrivendo al di sotto di essi quello che si
è notato durante il giorno.
Le osservazioni da fare consistono:
a) nel porre attenzione alla sensazione che si avverte
nell'area genitale esterna;
b) nel controllare se sulla carta igienica usata per le
normali pulizie c'è muco, osservando le caratteristiche
del muco stesso, quali densità o fluidità, colore,
limpidezza, elasticità.

La presenza o l'assenza del muco è avvertita durante
le normali attività giornaliere e non deve essere
ricercata con esami interni (l'interno della vagina è
sempre umido e ciò potrebbe indurre in errore).

Queste osservazioni vanno fatte con cura ogni giorno
del ciclo, anche dopo la identificazione del Picco. Se
nei giorni successivi alla registrazione del Picco la
donna notasse ritorno di muco fertile, ciò indica che il
Picco non era stato correttamente interpretato. L'ultimo
giorno di questa nuova ricorrenza di muco verrà
contrassegnato come il Picco, e i tre giorni seguenti
saranno considerati potenzialmente fertili.

Oltre alla descrizione del sintomo del muco (qualità
della secrezione e sensazione), è importante annotare,
al di sotto del bollino corrispondente, la presenza di
eventuali perdite di sangue itermestruali, ed ogni
cambiamento della abituale vita giornaliera che comporti
stress fisico o psichico (viaggi, malattie, incidenti,
ecc.). Si può annotare inoltre il verificarsi di dolore
addominale, ma tenendo presente che esso non ha un
rapporto costante con l'ovulazione, ma anzi spesso la
precede anche di alcuni giorni.

spesso sento persone che dicono di non avere muco
innanzitutto preciso che la mancanza di muco può essere di due tipo,oggettiva o soggettiva
questa è data appunto dal fatto che o,davvero manca e quindi bisogna indagarne le cause organiche,oppure,c'è ma non lo si sa riconoscere,per questo consiglio di apprendere questi metodi con l'aiuto di un insegnante
il muco ci dirà sempre,se diventeremo esperte,come procede il nostro ciclo
anche se da mese a mese varierà di quantità,non mancherà di fasi tipiche,per un esperta facilmente riconoscibili..

Ricordo inoltre che l'ovulazione può ritardarsi o bloccarsi per malattie,eventi stressanti o simili...ma se si ovule,passerà sempre un preciso periodo di tempo detto fase luteale(cha varia da donna a donna e di solito è di 15 giorni)ed arriverà il ciclo se non si è instaurata una gravidanza

Il muco cervicale se associato a rilevazioni della temperatura basale e stick ovulatori può venire supportato,ma rimane l'unico metodo che se osservato attentamente e da persone esperte,riesce a documentare con sicurezza e precisione l'inizio,la fine ed il picco della fase fertile
cosa che TB(temperatura basale)e stick non fanno,entrambi infatti ci segnano l'ovulazione,ad esempio a scoppio ritardato e non danno grosse informazioni sul periodo fertile

L'ovulazione non è mai un avvenimento improvviso ma viene sempre
preceduto da modificazioni del muco cervicale. Anche quando questo non
è visibile, la sensazione che esso provoca è sufficiente a farci
rendere conto di cosa sta avvenendo. Quindi se si è tentati di non
proseguire oltre con la valutazione del sintomo del muco in quanto
questo non è presente, si commette un errore: potrebbe essere invece
necessario indagare sul perché di questa assenza.

Non possono esserci doppie ovulazioni a distanza di giorni: possono esserci doppie ovulazioni solo contemporaneamente NELL'ARCO AL MASSIMO DELLE 48 ORE SUCESSIVE,MA RESTANO CMQ VASI RARISSIMI!

Per riassumere comunque, generalizzando, queste sono le informazioni di
massima sulle quali si basa il metodo. Questa non vuole essere una
spiegazione dettagliata del metodo, ma solo una breve descrizione di
come funziona il ciclo mensile.


Il muco cervicale viene
prodotto dalla cervice ed è influenzato dagli estrogeni e dal
progesterone. Nella fase preovulatoria, quando gli estrogeni aumentano,
parallelamente allo sviluppo del follicolo viene prodotto un tipo di
muco denominato "di tipo fertile"; semplificando al massimo, questo
muco ha una consistenza prima gelatinosa, poi è opaco, poi sempre più
limpido e filante fino ad assomigliare all'albume d’uovo.
Contemporaneamente (sia in assenza che in presenza di muco) compare la
sensazione di "bagnato" seguita da "bagnato scivoloso" fino alla
sensazione di "lubrificazione". E' proprio questo tipo di muco che
permette agli spermatozoi di sopravvivere fino a 3-5 giorni in attesa
che avvenga l'ovulazione. E' stato anche dimostrato come questo muco
riesca a catturare gli spermatozoi e a parcheggiarli nelle cripte della
cervice, per essere poi rilasciati a gruppi in direzione delle tube.

E'
importante anche sottolineare che la quantità di muco può diminuire
sensibilmente in prossimità dell'ovulazione proprio per effetto della
caduta degli estrogeni. Alla rottura del follicolo è poi il
progesterone che prende il sopravvento, provocando il brusco
cambiamento nell'aspetto e nella sensazione del muco. Da limpido e
filante può diventare giallo grumoso o scomparire del tutto (non è più
visibile, in realtà questo tipo di muco nel giro di 3 giorni circa
formerà un tappo all'apertura della cervice rendendola impenetrabile,
lasciando una netta sensazione di asciutto).

L'ultimo giorno in cui compare la sensazione di "scivoloso" viene denominato il giorno del picco:
l'ovulazione puo' avvenire in quel giorno o nelle 36/48 ore successive.
Quindi il picco puo' essere identificato solo il giorno seguente,
quando ricompare la sensazione di asciutto. A questo punto - e ogni
donna imparerà a conoscere la durata della propria fase post-ovulatoria
- dopo circa due settimane comparirà la mestruazione.

Malgrado
la variabilità della fase preovulatoria, il riconoscimento
dell'ovulazione permette comunque di prevedere la data esatta in cui
compariranno le mestruazioni; se ad esempio l'ovulazione avviene in 20a
giornata non ci si puo' aspettare di vedere il ciclo al canonico 28°
giorno, mentre l'avremo prevista sicuramente intorno al 35°, con
"ritardo" si direbbe, ma in linea con l'ovulazione. In questi casi
quindi non si parlerà di ritardo, semmai di una fase preovulatoria
particolarmente lunga.
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