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 Allattamento al seno:a orario o a domanda?

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MessaggioTitolo: Allattamento al seno:a orario o a domanda?   Gio Gen 07, 2010 1:58 am

Nell'allattamento ad orario, l'alimentazione viene fornita indipendentemente dalla domanda del bambino ed è quindi regolata quasi esclusivamente dall'adulto.

In questo modo il bambino si può trovare a ricevere il cibo senza averlo richiesto.

Questo ostacola lo stabilirsi di quell'importante scambio comunicativo

fra bambino e genitore, che fa sì che il pianto del bambino o la sua richiesta di cibo, comunque egli la formuli, venga riconosciuta e interpretata dall'adulto che può così rispondere alla domanda formulata offrendo il latte.

Il disagio creato dalla fame è una delle prime pulsioni e motivazioni del bambino a creare una relazione con l'adulto e stabilisce un modello secondo il quale in seguito possono venire organizzate tutte le altre pulsioni: un modello fondato sulla fiducia ad avere rispo ste soddisfacenti alle richieste esplicitate.

Quando si dà da mangiare al bambino senza che egli lo abbia richiesto, la soddisfazione della fame viene privata del suo valore comunicativo.

Anche se il bambino può gradire, e spesso in effetti gradisce e accetta queste offerte di cibo, non c'è più la relazione messa in piedi dal meccanismo della domanda-risposta. In altri termini: sia il bambino che la madre subiscono ed applicano un orario prestabilito dall'esterno, senza sottoporlo a verifica fra di loro, cioè senza "parlarsi".

E' certo necessario che si raggiunga una regolarità e quindi una prevedibilità degli orari delle poppate, anche per dare alla madre la possibilità di poter gestire la propria vita sociale e relazionale, ma questa regolarità non può che essere frutto di una iniziale sperimentazione fra i due, che porta ad "accordarsi" sulla base delle singole esigenze.

Il meccanismo dell'allattamento ad orario allevia nei genitori l'angoscia ed il timore di non essere in grado di comprendere il bambino nelle sue manifestazioni così poco diversificate.

Il bambino piccolo infatti, soprattutto nei primissimi mesi, non ha un repertorio di segni molto esteso: il pianto può esprimere realtà psicologiche e fisiche diverse, può essere espressione di angoscia, di dolore, di disagio, o anche semplice frutto di nuove "esperienze".

Nell'alimentazione a orario la madre si considera tranquilla perché l'applicazione di una tabella alimentare le garantisce che i bisogni del bambino, dal punto di vista del cibo, siano soddisfatti.

Al contrario l'adozione di un'alimentazione a richiesta presuppone l'abbandono di ogni automatismo e di interpretazioni semplificate e riduttive dei bisogni del bambino. Non si può certo dare il latte al bambino ogni volta che piange, ed ecco allora che è necessario lo sviluppo delle capacità di osservazione e di riflessione da parte dei genitori, per capire ogni volta l'origine e la causa del pianto: questo è certamente un modo per comunicare e relazionare col figlio.
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